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donna di dolori

Ma signore, signori, conoscenti,
io vi denuncio per i miei tormenti…
per gli orrori del millenovecento!
Quand’ero in campo di concentramento
e sentivo… oh mio Dio!… sí torturare
e non sapevo più che Dio implorare
e con i miei morti, i morti, i miei vicini,
dove eravate, signori assassini?
dove eravate tangheri egoisti?
Ahi serva Italia in mano ai socialisti,
a quel gobbo e menagramo,
lo vedi ora che cosa diventiamo?
Amici cari, conoscenti, amori
io donna di dolori, di dolori
che stanno divorandomi la mente,
io senza niente ormai, donna da niente,
io vi scongiuro, non dimenticate!
Stornate le speranze sterminate
e chiudetemi il conto degli orrori.
Amici cari, carissimi amori,
voi sapete, sapete bene che…
che sarebbe diverso il mondo se…
e che solo la poesia è… è…

Patrizia Valduga (Castelfranco Veneto, Italia, 1953). Poeta y traductora.

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